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Sergio Romiti in mostra a Bologna fino al 5 novembre
Sábado 20 de Octubre de 2018 20:53
There are no translations available.

SERGIO ROMITI
“Il nulla delle cose”

a cura di Beatrice Buscaroli
inaugurazione sabato 6 ottobre 2018, ore 18
luoghi dell’esposizione:

GALLERIA FORNI Via Farini, 26/F, Bologna
DI PAOLO ARTE Galleria Falcone e Borsellino, 4A, 40123 Bologna BO

Durata:
6 - 24 ottobre 2018 Galleria Forni
6 - 5 novembre 2018 Di Paolo Arte


orari Galleria Forni > 10,30-13,30 e 15-19 - chiuso lunedì e festivi - ingresso libero
Di Paolo Arte > lunedì - sabato 11-13 / 16-20 - ingresso libero

 

“Le mie strisce riflettono lo stridore e gli arresti improvvisi della nostra vita moderna”.
È un’annotazione di Sergio Romiti riferita alle Composizioni che accompagnano la fase matura
della sua ricerca sulla consistenza “fisica” della pittura, del gesto che da sempre ha animato il
senso del suo modo di praticare l’arte.
“Cauteloso, amaro”, lo vedeva Arcangeli nel ‘54; raffinato e separato da ogni koiné
consolatoria e da ogni militanza, Romiti si avvicina giovanissimo alla pittura – nasce a Bologna
nel 1928 – nel tempo difficile dell’immediato secondo dopoguerra contaminato da tanti, troppi
assilli alla ricerca, diventa testimone di un percorso creativo che lo porta ad essere “pittore
dell’insicurezza – sono sempre sue annotazioni –, dell’equilibrio minacciato, anche in senso
formale (oggetti che cadono, ecc.)”.
Per rendere l’idea: un Morandi per il quale la consistenza degli oggetti dubita di se stessa; che
nega a se stesso ogni aristocratica separatezza; che non cerca nelle “cose” nessun riscatto.

Il suo “ultimo naturalismo” è espressione di una tensione esistenziale lacerante, una
comunicazione imprevista e insanabile con un abisso che si disegna fra astrazione e realtà, tra
colore e oggetto. Dalle Macellerie ai Tavoli, dalle Nature morte alle Mensole, si assiste alla
dispersione del “segno” che conduce alle Composizioni, campi di tensioni superficiali animate
da bagliori violenti, malati, che non vuole smarrire la realtà. Una realtà, un senso della durezza
fisica del mondo, che tuttavia non può ridursi a fatto formale, né ancor meno a mimesi di un
evento esteriore.
Questi registri del dramma di un colore che nomina l’universo dei conflitti che operano
nell’animo di un artista tanto corrosivo quanto riservato sono al centro della mostra curata da
Beatrice Buscaroli per la Galleria Forni e la Di Paolo Arte che con quasi quaranta opere tra tele,
acquerelli e disegni esposti contemporaneamente in due gallerie della città, cercano di
riportare lo sguardo su un artista amato quanto sfuggevole, colto e ricco di spunti, dagli
appunti pubblicati da G. Accame, allo strazio doloroso delle ultime opere.
“La funzione di una galleria d’arte - dichiara Paola Forni - non è solo quella di promuovere
giovani talenti e nuovi artisti, ma anche di valorizzare e difendere il lavoro degli autori della
propria città. Nel 1979 due gallerie bolognesi, La Loggia e la San Luca, presentarono
congiuntamente il lavoro di Romiti. Oggi come allora, il lavoro di questo autore viene allestito in
due spazi espositivi per dare maggior respiro all’analisi retrospettiva di un artista che Bologna
non deve dimenticare.”
“In attesa dell’imminente pubblicazione del catalogo generale dell’opera di Sergio Romiti -
dichiara Fabio Di Paolo - siamo lieti di presentare un’ampia selezione dei suoi lavori in due
distinti spazi della città per un unico percorso espositivo che illustra l’intera produzione artistica
dell’autore, dagli esordi fino agli ultimi anni del Novecento.
Romiti, figlio del suo tempo, anche se non appartenuto a nessuna corrente artistica specifica,
compone opere intrise di tutte le influenze artistiche a lui contemporanee e partendo
dall’oggetto, dalla realtà che osserva nei vicoli di Bologna, arriva nella sua evoluzione, ad
astrarne l’essenza, arrivando ad imprimerne l’idea, come nella caverna di Platone. La
riflessione continua che l’artista effettua dentro se stesso porta all’elaborazione di una poetica
in cui l’aspetto fenomenologico diventa sempre più spunto per cercare e immortalare una
dimensione di pensiero, del pensiero”.


“Tavolo nella stanza”, 1951, olio su tela, cm.65x85

 


“Composizione”, s.d. (1975), olio su tela, cm.60x75

 

Biografia
Nato a Bologna nel 1928, Sergio Romiti, già nel 1946, si dedica alla pittura. Il suo ingresso nella vita artistica risale al 1947, mentre il suo definitivo battesimo artistico al 1948 quando espone alla Prima Mostra Nazionale d'Arte Contemporanea a Bologna. Mostra importante perché vi partecipano tutti gli artisti della generazione di mezzo (Birolli, Guttuso, Cassinari, Corpora, Afro, Santomaso, Vedova, Mirko, Fazzini, Minguzzi).

Nel 1951 allestisce la sua prima mostra personale alla storica galleria Il Milione a Milano presentato da Francesco Arcangeli. Nello stesso anno espone a Parigi e viene invitato alla 1’ Mostra“Pittori d’Oggi, Francia – Italia”a Torino a cura di Luigi Carluccio. Nel 1952 espone a Parigi con unamostra personale presentato da Marco Valsecchi. Nello stesso anno viene invitato, con un gruppo di cinque opere, alla XXVI Biennale di Venezia, dove ottiene dalla Giuria Internazionale il “Premio Ferrania”.

Partito da un neopicassismo personalissimo, Romiti risente del codice espressivo e poetico del suoconcittadino Giorgio Morandi.
Artista di intima interpretazione, la sua pittura è estremamente coerente a se stessa senza avere pretesené realiste né astrattiste.
L’oggetto dipinto, spesso preso dal quotidiano, diventa un pretesto, un colloquio intimo, una metafora.
L’oggetto viene fltrato, distillato e ben presto si scarnifca in un processo quasi ossessivo di interiorizzazione. Tanto che la struttura si perde, la distinzione oggetto-sfondo inizia a essere meno netta.
La sottrazione riguarda anche i colori tanto da approdare nel 1960 al bianco e nero. E’ il percorso che inparallelo hanno approfondito in ambito letterario i poeti Ungaretti e Montale. Un Autore che può rientrare a pieno titolo tra i grandi protagonisti del Novecento italiano.

 

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